-09/04/2009 - Presentata a Milano, nei nuovi spazi del MINI & Triennale Creative Set, la quinta edizione del concorso "Mini Design Award" rivolto alle giovani leve del design italiano organizzato da MINI in collaborazione con IED e con la partecipazione di ADI.Ai concorrenti si chiede di “semplificare, razionalizzare, ridisegnare tutti quegli oggetti, tutti quei sistemi che dovrebbero migliorare la città nel rispetto dell’ambiente”.La parola d’ordine del concorso è essenzialità; ai concorrenti si chiede di fare proposte di redesign, cioè ripensare e migliorare la funzionalità e il design degli oggetti esistenti.Scopo è coniugare l'efficienza energetica e il ricorso a materiali e tecniche ecocompatibili, per affrontare il tema ambientale migliorando l’esistente e lavorando sul togliere, non sull’aggiungere.Rivolto a giovani creativi, grafici, artisti, architetti e designer italiani e stranieri operanti sul territorio italiano dai 18 ai 35 anni di età, il MINI Design Award comprende due concorsi sullo stesso tema ma ben distinti, uno a inviti per giovani professionisti e uno aperto al pubblico.I progetti dovranno essere inviati entro il 7 settembre 2009.L'ente banditore al termine del concorso distribuirà i seguenti premi:
- 1° premio: 10mila euro;
- 2° premio: 8mila euro;
- 3° premio: 5mila euro;
- premio unico sezione on line 5mila euro.
Maggiori informazioni - e scheda per partecipare al bando -
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-Spesso ci e' stato mostrato come molte delle innovazioni tecnologiche riguardanti i materiali possano essere impiegate anche laddove non ci si sarebbe mai aspettati. E' dalla ricerca areospaziale
che molti nuovi materiali, prevalentemente di tipologia polimerica, sono stati creati ed impiegati appositamente per rispondere a quelle, intuibili, particolari necessita'. Ma designer capaci ed imprenditori arguti hanno saputo negli anni far proprie tali tecnologie e portarle in casa di tutti creando nuove soluzioni ad antiche necessita'. E' il caso, ad aesempio, della Vector-foiltec, di cui trovate anche il collegamento al sito tra i nostri link, che impiegando un polimero modificato creato proprio dalla NASA ha introdotto una innovativa tecnologia per creare strutture per coperture dalle caratteristiche quanto mai... --peculiari, si tratta infatti di veri e propri cuscini di aria compressa che, legati perimetralmente ad una struttura metallica, permettono di creare "scatoloni" autoportanti capaci di contenere qualsivoglia tipologia abitativa, serre, centri commerciali, coperture per corti interne (di cui tra l'altro le nostre citta' sono piu' che provviste), sino a veri e propri quartieri abitativi come nel caso Kazako di Khan Shatyry, progetto del grande Architetto Norman Foster. Lasciamo a voi il piacere di approfondire questo argomento e vi solletichiamo piuttosto con altri di questi interessanti casi di contaminazione tra design e ricerca tecnologica. Altro caso di tutto rispetto e' il progetto della casa automobilistica BMW per la concept car di nome GINA, anche qui le potenzialita' di un nuovo materiale hanno permesso una radicale reinterpretazione della carrozeria di una autovettura. Pubblichiamo un video tratto dagli archivi You Tube piu' che eloquente.Sorprendente no?
Altro caso interessante e' quello riguardante un complemento d'arredo di puro utilizzo domestico, la poltrona sacco, conosciuta anche come la poltrona di Fantozzi grazie alla celebre gag, design del 1968/'69 ad opera di Gatti, Paolini e Teodoro ed inizialmente prodotta dalla Zanotta. Intuizione originalissima quella di questi tre brillanti designer's, insacchettare delle sfere di poliuretano espanso gia' all'epoca utilizzato mischiato a sabbia e cemento nei getti alleggeriti per le solette. Chi mai ci si e' seduto, a dispetto di quanto ironizzasse Paolo Villaggio, sa quanto sia confortevole, leggera e versatile. Di quest' ultimo oggetto ne trovate un'ampia collezioni in materiali e tessuti differenti presso i nostri show-room.
Altro esempio interesantissimo e' la sedia Panton della fine degli anni '50, dell'omonimo Designer Verner Panton, prima ad essere realizzata in plastica in un unico stampo, ossia non costituita da differenti elementi assemblati insieme ma bensi' in una unica fusione. Comodita', leggerezza, ergonomia, inattaccabilita' dagli agenti esterni fanno di questo oggetto un design quanto mai attuale oltre che una pietra miliare del settore. Plastica, plastica!! Ma e' mica sinonimo di innovazione! Ed il legno? Bisogna tornare un po' indietro nel tempo, nella prima meta' del 1800, grazie al diffondersi di nuovi metodi per la lavorazione del legno si e' verificata, anche in questo caso, una radicale reinterpretazione e trasformazione delle tecnologie produttive legate a tale materiale. Ci riferiamo quale esempio piu' rappresentativo alla sedia n°14 della collezione Thonet, oggetto di grandissima diffusione, sicuramente tra i primi progetti di disegno indusriale.
La capacita' di curvare il faggio impiegando il vapore ha permesso la creazione di oggetti dalla forma e dal peso mai visti prima. Oggi difficilmente ci soffermiamo ad osservare oggetti del genere solo perche' sono ormai entrati a far parte del luogo comune oltre che essere considerati datati, rimane comunque intatta la genialita' che ne ha permesso l'ideazione. Dopo questo presto si e' arrivati all'impiego dei pannelli di legno multistrato, quest'ultimi hanno permesso, oltre che alla lavorazione di curvatura a vapore, la realizzazione di oggetti lignei piu' stabili e leggeri di quanto fossero in precedenza. Tra i tantissimi oggetti che rappresentano tale tecnica citiamo i complementi di arredo disegnati da Alvar Aalto, designer Finlandese e pubblichiamo un filmato d'epoca in cui viene mostrato l'assemblaggio della Lounge Chair disegnata da Charles Eames nel 1956.Con questo filmato concludiamo il post consapevoli di aver appena accennato ad un argomento assai ampio, col tempo e con la pubblicazione di altri articoli sul tema ci auguriamo di poter approfondire.
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-Augusto Magnaghi, uno tra i maggiori architetti Milanesi del primo dopoguerra, e' a ragion veduta il padre della cucina componibile italiana. Guadagnandosi nel '54 il premio "Compasso d'Oro" , alla sua 1° edizione, presentando il progetto per la prima cucina componibile italiana, premio vinto con la motivazione "...la sua indipendenza stilistica rispetto al dilagante modello americano oltre che per la moralità del gusto moderno che la caratterizza" da parte della giuria, Magnaghi introdusse un' innovativo concetto di cucina componibile, intesa come ambiente della casa costituito da attrezzature inserite all'interno di mobili pensati e prodotti dall'industria. Progenitrici della cucina italiana furono sicuramente "la cucina americana", costituita da elementi conponibili in lamiera d'acciaio, e "la cucina di Francoforte"; quest'ultima, di fattura lignea, considerata ancora oggi la pietra miliare della progettazione componibile di cucine in Europa. Nel marzo 1954 appare su Domus un articolo riguardante il progetto di Magnaghi a firma di Mario Tedeschi, intitolato "Una cucina italiana", in cui l'autore mette in evidenza le differenze tecniche di entrambe messe in relazione con le abitudini familiari relative: "Questa è una cucina "italiana"(…) come tale essa si contrappone in certo modo alla cucina all'americana che oggi appare quale realizzazione del concetto più progredito nel campo dell'arredamento delle cucine", per concludere con la presentazione di alcuni mobili da cucina italiani che "vogliono conciliare alcuni requisiti fondamentali delle cucine americane, con le nostre consuetudini ed esigenze..". Ci si oriento' fin dall'inizio quindi verso una "via italiana" della cucina, la ricerca di un disegno d'insieme che esprimesse un concetto nuovo basato sulla interazione di colori, luci, l'utilizzo di materiali "italiani" come il legno di noce, il frassino, l'ulivo secondo linee piuttosto classiche per l'ottenimento di una cucina meno asettica e più "umana" rispetto ai modelli stranieri.--I primi due modelli della Scavolini apparsi entrambi nel 1962 sono rigorosamente in laminato plastico: in color ciliegio e noce il primo,con un decoro di triangoli verdi applicato ai cassetti, e in frassino e afromosia
il secondo che presenta rispetto al primo modello alcune innovazioni significative come i piani e le ante in laminato curvato,frutto di nuove tecniche di lavorazione. Da quell' epoca ad oggi molteplici sono state le innovazioni e migliorie apporte al prodotto "cucina italiana". Oggi le aziende che producono cucine componibili sottopongono il loro processo industriale ad un sistema di controllo degli standard che inizia dai materiali e prosegue sulle componenti e sulle lavorazioni. L’obiettivo comune è la qualità, che significa tutti questi elementi uniti insieme: il rispetto per l’ambiente, le garanzie sulla robustezza del prodotto fornito, una specializzazione di modelli per un’utenza sempre più differenziata. Accanto a questi requisiti, quelli propri della cucina italiana : il suo essere sistema cioè un oggetto che integra in un solo organismo competenze progettuali e tecniche diverse e altamente specializzate e il requisito principale della cucina italiana ,l’italian design. Tutto il merito dunque ad Augusto Magnaghi di aver contribuito in maniera fondamentale a portare in tutto il mondo il valore indiscusso del Design Italiano, non solo tramite i suoi progetti per cucina ma anche grazie all'architettura ed al disegno industriale.-
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-Appassionati, professionisti o semplici curiosi?
-Antichità; attraverso i rilievi murali, le incisioni, le decorazioni su vasellame e i dipinti si puo’ affermare che già gli antichi popoli della Mesopotamia ,quali Sumeri, Etruschi, Assiri e Babilonesi si occupavano della realizzazione di mobili.
In origine gli oggetti più prodotti erano sgabelli a gambe incrociate e tavoli con elementi zoomorfi (le gambe del tavolo raffiguravano spesso le zampe degli animali.) e la loro produzione era di semplice esecuzione, poi con il passare del tempo divenne sempre più elaborata e fecero la loro comparsa i primi decori.
Dall’antico Egitto ci giungono le prime vere testimonianze di mobilio, grazie alla loro usanza di accompagnare al sarcofago del defunto gli oggetti che gli erano più cari. Proprio gli egiziani introdussero nuove tecniche di costruzione, lavorazioni accurate, assemblaggio con incastri, decorazioni ricche e fantasiose e l’impiego di legni pregiati.
-Nell’Antica Grecia si preferì privilegiare la funzionalità del mobile piuttosto che la sua valenza decorativa. Così nacque il “KLINE” , il più antico antenato dell’attuale letto costituito da un telaio in legno e un piano a strisce di cuoio intrecciate sul quale veniva appoggiato il materasso. Il kline era provvisto anche di una panchetta che fungeva da tavolo durante i pasti e scompariva al di sotto di esso nei momenti di riposo.
-La risposta romana al Kline greco non si fece attendere, il “LECTUS” per i romani era l’unico vero mobile buono per tutti gli usi. Diversamente dai Greci decisero di differenziare il lectus cubicularis, cioè il giaciglio per dormire dal lectus tricliniaris, quello per pranzare e introdussero un terzo tipo di lectus utilizzato nei momenti di studio, il lectus lucubratorius. Per riporre gli oggetti oltre alle casse, si deve ai romani la realizzazione degli armadi a muro e della credenza aperta ed è durante l’ epoca imperiale romana e bizantina
che i mobili raggiunsero una notevole raffinatezza , rivestendosi di drappi e arricchendosi con intarsi d’oro, argento e madreperla.
-La produzione relativa al periodo medievale è poco nota a causa della mancanza
di reperti e raffigurazioni. L’epoca barbarica è caratterizzata dal nomadismo, mercanti e signori feudali preferivano portare con sé i propri averi, di conseguenza i mobili dovevano avere una struttura facilmente trasportabile infatti i tavoli del periodo sono dei semplici assi poggiati su un cavalletto e le cassapanche si trasformano all’occorrenza in bauli da viaggio.
-Il mobile, nel senso moderno, nasce nel Quattrocento e Cinquecento con lo stile "Rinascimentale", che si forma inizialmente a Firenze. In questo periodo il mobilio polifunzionale e smontabile del Medioevo viene sostituito da vari tipi di mobili con caratteristiche e forme precise e diverse a seconda dell’uso al quale sono destinati.
In questo periodo il legno più impiegato è il noce e le tecniche decorative più usate erano l'intaglio, l'intarsio, la radicatura e la doratura. L'opera era completata dalla lucidatura con cera d'api. I mobili più diffusi erano il cassone tradizionale e bombato sovente impiegati per riporre gli abiti.
-Nel Seicento si impone in Francia il Barocco con lo stile Luigi XIII caratterizzato dall'esuberanza dell'ornato e dalla ricerca del particolare decorativo inconsueto e fantastico che stimola l'impiego di materiali pregiati. Di dimensioni imponenti, il mobilio barocco abbandona progressivamente la linea retta per quella curva e spezzata e, rispetto al secolo precedente, si riducono gli spessori del legno a favore di una maggiore precisione nell'assemblaggio dei vari elementi.
-Dalla meta’ del Settecento compare il gusto Rococo’ caratterizzato dal trionfo della fantasia e dell’assoluta liberta’ espressiva. Dissimetria, deformazione e movimento sono chiaramente visibili nalla produzione di questo periodo che risulta essere decisamente ampia e dalle funzioni sempre più specifiche, nascono così la toilette ed il tavolo da gioco. L’impiego del colore e la nascita della laccatura sono altri due aspetti da non sottovalutare, il mobile laccato trova grande fortuna in Italia soprattutto nella zona di Venezia.
Alla fine del Settecento si afferma in tutta Europa lo stile Neoclassico: prevalenza della linea retta, minori elementi decorativi, pannelli laccati normalmente neri e dorati, impiallacciature lisce e ricorso al bianco ne costituiscono i caratteri distintivi. C’è dunque un ritorno all’antichità classica come fonte di ispirazione nella ricerca di armonia e proporzioni.Il mobile più interessante di fine secolo è il secrétaire, dotato di vari cassetti, antine, ripostigli segreti e un calatoio che viene utilizzato per scrivere.
-Nel 1800, con l’avvento napoleonico si afferma lo stile Impero. Per la corte la funzione del mobile diventa altamente rappresentativa, più era ampia,decorata e monumentale la produzione, più si sottolineava la magnificenza della classe sociale, mentre la borghesia porta il mobile nella direzione di una maggiore praticità e semplicità. La scelta dei materiali diventa eterogenea, compaiono per la produzione dei mobili il papier-maché (cartone pressato)e la ghisa e diventa fondamentale il ruolo del tessuto per le imbottiture di poltrone e divani e per i tendaggi,spesso eccessivi e molto pesanti.
Negli ultimi anni del secolo, attraverso l’ Art Nouveau e il Liberty si assiste a un rinnovamento delle decorazioni che assumono connotazioni stilizzate e a volte astratte ispirandosi alle forme del mondo vegetale e floreale. Le linee sottili, i movimenti ondulatori ed una spiccata eleganza diventano simboli della produzione del periodo.

Bauhaus è l'abbreviazione di Staatliches Bauhaus, una scuola di arte e architettura della Germania che operò dal 1919 al 1933. Fu la corrente più influente di quello che è conosciuto come modernismo in architettura. La scuola fu fondata da Walter Gropius e Mendelson a Weimar nel 1919, dalla fusione della Scuola Granducale di Arti Plastiche e della Kunstgewerbeschule. Gran parte dei contenuti dei laboratori fu venduta durante la seconda guerra mondiale. In particolare grazie alla nomina di direttore, nel 1919, di Walter Gropius, le arti applicate e le belle arti divennero arti autonome. Gropius infatti era favorevole ad un insegnamento progettuale basato su laboratori sia per quanto riguarda i designer che per gli artigiani. I principi su cui si basava il programma del Bauhaus del 1919 erano stati anticipati, da Bruno Taut, nel suo programma sull'architettura del 1918. Taut era convinto che l'unione profonda di tutte le discipline in una nuova arte del costruire, avrebbe portato una nuova unità culturale. Per i primi tre anni, la scuola del Bauhaus, fu caratterizzata dalla presenza del pittore svizzero Johannes Itten, che vi giunse nell'autunno del 1919. L'artista e professore, tre anni prima aveva aperto una propria scuola d'arte a Vienna, influenzata dalla parola di Franz Cizek.Gropius sentiva che con la fine della prima guerra mondiale era iniziato un nuovo periodo storico, e voleva creare un nuovo stile architettonico che riflettesse questa nuova era. Gropius fu a capo della scuola dal 1919 al 1928, seguito da Hannes Meyer e Ludwig Mies van der Rohe. Il Bauhaus all'inizio venne largamente sovvenzionato dalla Repubblica di Weimar. Dopo un cambio nel governo, nel 1925, la scuola si spostò a Dessau, dove venne costruita l'Università Bauhaus. La scuola venne chiusa per ordine del regime nazista nel 1933. I nazisti si erano opposti al Bauhaus per tutti gli anni '20, così come altri gruppi politici di destra. Il Bauhaus era da loro considerato come una copertura per i comunisti, soprattutto perché vi erano coinvolti molti artisti russi. Scrittori nazisti come Wilhelm Frick e Alfred Rosenberg sentivano che il Bauhaus fosse "non-tedesco", e non approvavano i suoi stili modernisti. Ad ogni modo il Bauhaus ebbe un grosso impatto sulle tendenze dell'arte e dell'architettura nell'Europa occidentale e negli Stati Uniti nei decenni a seguire, e molti artisti che vi furono coinvolti vennero esiliati dal regime nazista. La scuola era focalizzata principalmente sull'architettura, e spesso costruì case popolari a basso costo per il governo di Weimar, ma si occupò anche di altre discipline dell'arte. Uno dei principali obiettivi del Bauhaus fu di unificare arte, artigianato e tecnologia. La macchina veniva considerata un elemento positivo e quindi il design industriale e del prodotto ne erano componenti importanti. Veniva insegnato il Vorkurs- letteralmente 'pre corso'; questa materia, che corrisponde al moderno corso di fondamenti di design, è diventato uno dei corsi fondamentali di tutte le scuole di architettura del mondo. Non c'era insegnamento di storia nella scuola, perché si supponeva che tutto venisse disegnato e creato come se fosse la prima volta, piuttosto che pensando ai precedenti. È presso il Bauhaus che assistiamo alla nascita della disciplina del design: come docenti fondatori del Grunskurs a Weimar e Deaau vennero chiamati Vasilij Kandinskij e Paul Klee Il più importante contributo del Bauhaus fu nel campo del design dei mobili. Un esempio onnipresente e famoso a livello mondiale è la sedia Cantilever, del designer Mart Stam, che sfruttava la proprietà tensili dell'acciaio. Il Bauhaus ispirò il Movimento internazionale per un Bauhaus immaginista, che esistette dal 1953 al 1957. Alcuni eccezionali artisti dell'epoca furono insegnanti al Bauhaus: Bauhausschule 2005 Josef Albers Marcel Breuer Lyonel Feininger Johannes Itten Vasily Kandinsky Paul Klee Gerhard Marcks Ludwig Mies van der Rohe László Moholy-Nagy Georg Muche Hinnerk Scheper Oskar Schlemmer Joost Schmidt Lothar Schreyer Gunda Stölzl Marianne Brandt Pavel Novotny continua...









